Quando il design è rotto

Un oggetto che nasce rotto, una ceramica già crepata, un vaso in pezzi, una seduta spezzata…Dopo la moda dei jeans strappati, ecco che la rottura d’autore irrompe (scusate il gioco di parole) anche nel design per la casa.Giusto per fare qualche esempio:

Il designer norvegese Hans Bleken Rud è l’ideatore di “Scheisse”, una lampada o meglio una lampadina a sospensione che letteralmente esplode di luce.

 

 

Un’altro oggetto particolare è la”Less lamp” del designer spagnolo Jordi Canudas. L’idea del designer è che ognuno può rompere a piacere la lampada in vari punti, per far uscire la luce. Per questo motivo viene fornita di un martello appuntito disegnato dallo stesso Canudas.

 

“Crack of Thunder Plate” del designer londinese Reiko Kaneko è una collezione di piatti di ceramica, decorati con un motivo che rappresenta una crepa. Come dire, da trattare con cura…


 

“Wounded Vase” della designer Muinire Kirmaci sono vasi in ceramica che riportano vari tagli. Questi tagli sono come delle cicatrici che, come ci indica l’artista, “sottolineano la fragilità dell’amore”.

 

 

Il designer tedesco Ingo Maurer, invece, si è ispirato all’uovo di Piero Della Francesca per creare un’installazione composta da cinque gusci d’uovo e cento chili di alluminio. L’artista ha voluto chiudere la luce all’interno dei gusci, e ci dice che “L’uovo è origine della vita, è forma perfetta, è idealità.” e “una cosa che è bella può essere anche distrutta, e rimanere perfetta.”

 

Forse il designer israeliano Itay Ohaly aveva in mente l’esatto contrario quando ha illustrato una serie di esperimenti su sedute chiamati “Fratture”. Magari pensava che tali fratture rendessero più belle le sedute… certamente ha contribuito a renderle più interessanti.

Lo Studio Dror propone “Vase of Phases”, 3 vasi che sono stati prima ridotti in frantumi, e poi incollati. Pensate che grazie a questa semplice idea il team di Dror ha vinto l’ “IF Product Design Award 2006″, ed i loro vasi sono parte della collezione permanente dello “Staatliches Museum für Angewante Kunst” a Monaco, e dell’ “Eretz Israel Museum” in Tel Aviv.

 

 

…viene la tentazione di munirsi di un po’ di colla…


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